E’ un gruppo di animatori, per lo più genitori, che organizzano
ogni domenica pomeriggio dalle ore 14.30
alle ore 17.00 giochi e intrattenimenti per i ragazzi
Nella scorsa stagione memorabili sono risultate le iniziative dei regali di
Natale portati agli ammalati della nostra comunità, la celebrazione dell’epifania,
la marcia della pace in gennaio e il Carnevale in febbraio. Ecco un resoconto
degli avvenimenti.
VISITA CON AUGURI DI NATALE AGLI AMMALATI
Per il secondo anno di fila i ragazzi del domenicando si sono impegnati nella
visita degli anziani ammalati della nostra comunità. Purtroppo non siamo
riusciti ad andare da tutti, perché il numero è considerevole
e si sa la domenica in dicembre fa freddo e andando a piedi non si può
pretendere dai bambini un tour de force. E’ in ogni modo una bell’esperienza
che permette ai ragazzi di toccare con mano tante situazioni di sofferenza o
solitudine, unite spesso a volti carichi di gran fede e gran dignità.
Il sorriso spontaneo di questi anziani, il loro gran desiderio di ringraziare
e di abbracciare i bambini sono segni che rimangono impressi nelle nostre menti.
Spesso gli anziani ci chiedevano di entrare tutti in casa senza pensare al rischio
di essere in troppi e di sporcare il pavimento: “Fa niente… venite
dentro tutti… prendete qualcosa… tenga quest’offerta…
prendete queste caramelle…” Erano le frasi che ricorrevano maggiormente.
Anche quelli che dovevano rimanere a letto, ci accoglievano con un viso raggiante:
nonostante vi fosse la sofferenza presente e viva, sembrava che si trasfigurassero.
La nostra visita avveniva in questa maniera. I bambini aiutati dai genitori
si recavano alla casa dell’anziano e mentre due o tre salivano in casa
a portare un presente o un biglietto d’augurio, gli altri rimanevano in
strada ed intonavano i canti natalizi, sostenuti da flauti e chitarre. L’iniziativa
ha comportato un impegno di tutte le domeniche d’avvento. Le prime due
per preparare i regali e i biglietti d’augurio e le altre due per andare
nelle vie, passando di casa in casa. Sarebbe stato bello poter passare da tutti.
Speriamo d’anno in anno di riuscire a trovare sempre bambini disponibili
a quest’iniziativa e poi di poter creare più gruppi per raggiungere
tutti gli ammalati della nostra comunità
EPIFANIA IN CAMMINO CON IL QUARTO RE MAGIO
I vangeli affermano che alcuni re magi andarono un giorno a visitare il bambino
Gesù portando in regalo oro, incenso e mirra. La tradizione ha riconosciuto
in questi doni il numero di tre re magi e ha visto in loro il simbolo dei popoli
tutti che vanno incontro al Signore e l’universalità dell’annuncio
del vangelo rivolto a tutto il mondo. Attorno a quest’evento sono nati
anche altri racconti che senza pretendere d’essere storici, raccolgono
l’insegnamento d’alcuni valori che richiede la vera fede in Gesù.
Attraverso la storia del quarto re, adattata al cammino d’avvento della
comunità parrocchiale abbiamo realizzato una particolare celebrazione
dell’Epifania. Artabano, quest’il nome del quarto re, ricevette
un giorno l’invito ad andare a vedere il bambino che era nato e si mise
in cammino dietro ai re magi. Lungo la strada però incontrò alcune
persone bisognose. Che cosa fare? La sua sacca era piena di doni che aveva preparato
per il bambin Gesù. Il suo pensiero dettato dal suo grande cuore lo portò
a donare quanto aveva prima ad uno poi ad un altro. Giunto alla casa dove stava
Maria e Giuseppe con il bambino, si accorse di non aver più niente. Mentre
Gesù riceveva dagli altri re magi oro, incenso e mirra, egli pensò
di non potersi presentare al cospetto del Re dei re. Che pessima figura avrebbe
fatto, che vergogna lui provava in quel momento. Ma Gesù con un grande
sorriso lo accolse tre le braccia e Maria gli rivelò che lui aveva portato
a Gesù la cosa più importante: i gesti veri d’amore con
cui aveva aiutato le persone nel bisogno. Non si può dire d’amare
Dio che non si vede, senza amare il nostro prossimo.
Questa storia l’abbiamo realizzata con brevi rappresentazioni, partendo
dalla Scuola Materna fino ad arrivare in chiesa per il momento dell’incontro
con Gesù bambino. Lungo la strada Artabano ha incontrato alcuni personaggi
simbolo degli impegni realizzati in avvento: i bambini del Venezuela che i nostri
ragazzi hanno aiutato nell’operazione santa Lucia, raccogliendo 1110 €
da unirsi alle offerte d’altri oratori di Brescia, poi un’anziana
simbolo degli ammalati che i ragazzi si sono impegnati a visitare, infine un
missionario simbolo dei lavori che il nostro gruppo missionario ha realizzato
e venduto per continuare ad aiutare chi è dalle nostre case è
partito anni fa per l’annuncio del vangelo e l’aiuto dei più
poveri.
Questa celebrazione dell’Epifania intendeva ricordare la morale d’Artabano.
Facciamo Natale in mezzo a noi non con le luci del consumismo, ma lo splendore
dei gesti di carità. La messa ci insegna che Gesù viene a noi,
perché noi sappiamo vivere di lui.
Marcia della Pace domenica 26 gennaio
“Vieni domenica in oratorio: vogliamo creare degli aquiloni per la marcia
della pace”
“Ma cosa stai dicendo: aquiloni per la pace?”
Ne inventano di tutte quelli del “domenicando”. Dopo la bella esperienza
degli auguri agli ammalati per le feste natalizie, hanno pensato di non rimanere
indifferenti a ciò che accade nel mondo. Parlare di pace, esprimere la
voglia di pace camminare per la pace sono pensieri che dalla testa divengono
realtà nelle stravaganti teste degli animatori del domenicando. Subito
si è coinvolto i ragazzi nella realizzazione di aquiloni con messaggi
di pace. Qualche genitore è partito per un corso serale veloce, altri
hanno colto le informazioni e sono passati all’azione. Domenica 19 gennaio
quanti sono passati dal salone dell’oratorio hanno visto un raggruppamento
di bambini forniti di pennarelli e tempere, cannucce delle bibite e cellofan…
In poco tempo sono nati aquiloni bellissimi, striscioni larghi come una corsia
della strada…
E domenica 26 cosa è successo: eravamo veramente in tanti. I bambini
con i loro aquiloni sostenuti dai palloncini gonfiati, i genitori e gli adulti
con striscioni e tanta voglia di affermare la pace. E’ iniziato il cammino
con canti e preghiere. Dall’oratorio per la via De Gasperi ci siamo fermati
alla posta dove i ragazzi hanno segnato con i colori i cartelloni della verità
o della bugia in base al loro comportamento. Per parlare di pace serve prima
parlare di giustizia come ci ha insegnato il Papa. Si deve chiedere la verità,
se si vuol sapere come agire nel bene. La strada brulicava di canti, riflessioni
e preghiere, quando siamo arrivati nella via San Filippo… Ci aspettava
la sosta del lavoro minorile, una piaga di molti paesi poveri… I grandi
mali del mondo hanno come vittime più dirette purtroppo molti bambini
innocenti. Presso la piazza Diaz i nostri ragazzi hanno compiuto un gesto tutto
particolare: hanno gettato via alcuni giochi di guerra per sottolineare come
la pace può essere difesa anche dal rifiuto di un gioco inoffensivo,
ma che parla di guerra. Presso l’asilo abbiamo vissuto la sosta della
famiglia: non si può parlare di pace agli altri, se non si cerca di essere
noi prima uomini di pace e l’educazione alla pace, alla fratellanza, alla
solidarietà e alla tolleranza nascono prima dalla famiglia, dalla vita
di ogni giorno. Quando siamo arrivati, abbiamo gridato al cielo il bisogno di
pace e innalzato come una preghiera gli aquiloni dei bambini sostenuti dai palloncini
che li hanno fatti volare via. E’ stato uno spettacolo pieno di colori.
Il gesto esterno è diventato realtà quando siamo entrati in Chiesa
e dopo aver ascoltato una parte del messaggio del Papa abbiamo davvero innalzato
al cielo la nostra preghiera per la pace.
Tornando alle nostre case, possiamo ricordarci che non basta marciare per la
pace: occorre essere uomini che seminano la pace. E’ vero che ogni tanto
occorre alzarsi in piedi e annunciarlo al mondo perché ci si accorge
che siamo in tanti a volere la pace e non la guerra per risolvere i problemi
del mondo
DOMENICA 2 MARZO CARNEVALE All’insegna
dei FLINTSTONES
Momenti di gioco e di gioia anche quest’anno al grande Carnevale. Accompagnati
dalla grande “pedomobile” dei Flintstones con altrettante pedomobili
guidate e dipinte dai nostri ragazzi, abbiamo percorso le strade della nostra
parrocchia. La gente si affacciava stupita, molti si sono messi in strada con
noi, vestiti in maschera e armati di coriandoli e della odiosa schiuma. Non
sono mancati i grandi giochi coreografici. Siamo partiti dal “BOOLING”
con birilli giganti e pneumatci da lanciare in discesa come una palla con equilibrio
precario. Ad uno i nostri ragazzi si sono cimentati in un lancio della ruota
che lentamente si dirigeva verso questi birilli enormi. Qualcuno è riuscito
a colpirne almeno uno. Il record è stato di tre elementi, ma tutta la
folla rimaneva come eletrizzata nell’attesa che il pneumatico raggiungesse
il suo obiettivo. Per rallegrare i partecipanti per i risultati modesti conseguiti,
ci hanno pensato i ragazzi della catapulta mobile a lanciare caramelle lungo
la strada. Diavolo! Ad ogni lancio si formava una ressa per riuscire a prendere
più dolci possibili: anche gli adulti non scherzavano. Il secondo gioco
è stata la gara delle “pedomobili”, delle macchine dei flintstones
spinte a piedi da due piloti . E’ stata una vera gara a perdifiato, anzi
qualcuno è stramazzato a terra: che fatica! L’ultima attrazione
è stata la più stupefacente ed inaspettata: il “GIPPOSARIO”
un esemplare sconosciuto di dinosauro ormai estinto che si cibava delle pietre
che i ragazzi lanciavano con tanta frenesia.
Siamo così giunti all’oratorio per le tradizionali lattughe e per
un buon te caldo. Un caloroso ringraziamento va fatto al gruppo del domenicando
che coi bambini e i genitori ha realizzato le varie opere scenografiche, al
gruppo del domenicando e ai giovani che hanno condotto i giochi.